Dal maggio scorso sono iniziate le attività sportive del progetto SportAid per sostenere i giovani del nostro territorio attraverso la pratica sportiva.
Gli istruttori di Sportfund stanno intervento nelle periferie del territorio bolognese, proponendo attività sia in spazi organizzati che in strada, ove è stata rilevata la presenza di giovani in situazione di difficoltà sociale.
Le proposte sportive vengono definite assieme agli educatori e ai ragazzi stessi, che esprimono il desiderio di cimentarsi in determinate discipline sportive.
Tra le attività più richieste, l’avviamento al pugilato e la breakdance, proposte da istruttori con esperienza nell’insegnamento a ragazzi con date particolarità.
“Il pugilato è uno sport particolare che ha sempre affascinato per il suo profondo lato estetico.
Ciò che forse è meno noto è il valore educativo di questa disciplina.
Normalmente la boxe, infatti, viene etichettata come sport violento e controindicato per soggetti a rischio.
Ma ciò che spesso non si considera è il fatto che questo sport, attraverso un regolamento molto rigido e una forte disciplina, ha il potere di incanalare le energie dei ragazzi in maniera costruttiva, raggiungendo molto spesso esiti inaspettati ed estremamente positivi, come l’autocontrollo e il superamento delle proprie insicurezze e dei propri limiti.
Non a caso, i risultati che la box riesce ad ottenere in chiave di recupero di ragazzi e ragazze in difficoltà, sono ben noti e documentati in ogni angolo del mondo, tanto che nei quartieri a rischio delle grandi città è arrivata a diffondersi la terminologia boxe sociale.
Ovviamente, per ottenere questo scopo, il pugilato deve essere insegnato e spiegato in modo ben preciso e definito, onde evitare di raggiungere il risultato opposto”.
Giuliano Niccolò Ligabue, Tecnico di Primo Livello FPI (Federazione Pugilistica Italiana).

“La breakdance è una disciplina particolare perché si sviluppa singolarmente ma richiede un approccio di gruppo: è un elemento aggregante tra soggetti che, spesso, risultano disgregati.
Alcune posture, che appaiono particolarmente complicate, sono facilmente realizzabili e questo aiuta ad attirare i ragazzi e iniziare con loro un lavoro che, attraverso il ballo, li conduca in altre direzioni”.
B – Girl – Eka, ballerina di breakdance.

Le attività di SporAid sono realizzate grazie alla fondamentale collaborazione degli educatori che quotidianamente seguono i giovani nel loro percorso di sviluppo personale e con il prezioso contributo dell’ Associazione Re-Use With Love