Arrampicabile: arrampicata sportiva inclusiva

Con il contributo di

I tecnici della nostra Fondazione hanno proposto i primi programmi di arrampicata sportiva per l’integrazione sociale di ragazzi con disabilità in corsi inclusivi oltre 10 anni fa.

Da allora questa disciplina sportiva ha avuto un successo crescente e si è rivelata estremamente versatile ed efficace per avviare allo sport ragazzi e adulti con disabilità che imparano ad arrampicare in gruppo con i propri amici non disabili.

L’arrampicata è per tutti

Il nostro obiettivo è di avviare all’arrampicata un alto numero di ragazzi cercando di uscire dalla logica che confina lo sport per disabili a pochi atleti di punta: per questo cerchiamo di coinvolgere diverse palestre della Regione Emilia Romagna e gli alunni di diversi istituti scolastici (per il 2017 l’I.C. Dozza e l’I.C. Ceretolo).
Nel primo quadrimestre di attività il progetto ha coinvolto 261 ragazzi di cui 87 con disabilità e bisogni speciali.
Ulteriore obiettivo del progetto è utilizzare la pratica sportiva quale strumento per combattere il grave fenomeno della dispersione scolastica, estremamente diffuso negli Istituti scolastici oggetto dell’intervento progettuale.

Passione e studio scientifico

Soprattutto nel caso delle sindromi dello spettro autistico l’arrampicata si sta rivelando uno straordinario strumento di recupero psicofisico e relazionale che sorprende tecnici e famiglie: per indagare questi aspetti verrà promosso, tra la fine del 2017 e il 2018, uno studio scientifico comparato che fornisca dati precisi sui benefici dell’arrampicata per i ragazzi con disabilità.

Per la realizzazione delle attività si è rivelata fondamentale la partnership con Climbing Technology: un’azienda specializzata nel settore dell’arrampicata che sostiene con competenza e affetto i nostri progetti e la contagiosa passione di Francesco Segafredo, Presidente di Essse Caffè.

“Arrampicabile” è una delle azioni del progetto triennale “+SPORT” realizzato con il contributo della Fondazione Prosolidar e della Fondazione Maccaferri.