La nostra storia

Il nostro presente inizia nei primi anni ’80 quando in Italia, per definire le persone con disabilità, si utilizzavano ancora termini discriminatori quali “handicappato”, “minorato”, “impedito” e si attribuiva a una sorta di responsabilità genitoriale lo sviluppo della sindrome dello spettro autistico.

Nel 1983 Alberto Benchimol partecipa ai primi convegni sullo sport e la disabilità portando il contributo sulle opportunità offerte dagli sport invernali, in particolare lo sci alpino e il fondo.
L’anno seguente, divenuto maestro di sci alpino per seguire la propria passione per gli sport della montagna, viene a conoscenza del programma di sci alpino per disabili sviluppato da Hal O’Leary, fondatore dell’NSCD (National Sports Center for the Disabled), presso la stazione sciistica di Winter Park, in Colorado (Usa): una realtà innovativa alla quale si poteva attingere per sviluppare un progetto simile in Italia.

A partire dallo stesso anno, grazie all’interessamento dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, alla sensibilità e alla straordinaria inventiva del tecnico Raffaele Malavasi, furono prodotti i primi ausili originali – barre di sostegno, ferma punte per gli sci e imbragature – per far sciare le persone con disabilità.
Un periodo pioneristico di grande fermento che avrebbe dato il via a un interesse crescente per lo sport per disabili, con la nascita di nuove esperienze nello sci alpino e nordico e il rafforzamento di quelle già esistenti in altri sport.

1988-2006

L’Italia partecipa alle Paralimpiadi Invernali di Innsbruck, manifestazione in cui Alberto Benchimol guida l’atleta ipovedente Bruno Oberhammer e insieme vincono le prime medaglie d’oro italiane in slalom gigante e in discesa libera, titoli grazie ai quali ad entrambi viene conferita l’Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana e il riconoscimento del Coni per aver “onorato e reso grande lo sport italiano”.
In seguito Alberto Benchimol assume la guida della nazionale di sci alpino disabili e riveste il ruolo di formatore del Comitato italiano paralimpico (ora Federazione italiana sport invernali paralimpici) nei corsi guide per sciatori non vedenti e maestri di sci specializzati nell’insegnamento a disabili per i Collegi del Veneto, del Trentino e della Val d’Aosta.

Grazie alla pluriennale attività di maestro di sci e formatore avvia allo sci alpino un grande numero di ragazzi e adulti con disabilità e contribuisce a formare numerosi tecnici specializzati.

2006

Alberto Benchimol propone a Giuliano Rinaldi e alla figlia Paola di costituire una fondazione per lo sport in memoria della giovane figlia Silvia, deceduta in un incidente in montagna: fondazione che ha diretto per 10 anni ideando, fino a ottobre 2016, tutti i 124[1]  progetti che hanno coinvolto oltre 3.000 partecipanti, 200 volontari e formato 180 tecnici sportivi, costruendo una rete informale di 35 enti del terzo settore, 36 partner istituzionali pubblici e privati e 16 partner finanziari.
Tra gli altri, ha redatto e diretto il progetto per promuovere lo sport come attività di integrazione sociale e sollievo parentale a cui è stato conferito il Premio “Amico della famiglia 2010” conferito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Durante il mandato ha rivestito il ruolo di membro esperto nelle Istruttorie pubbliche per il superamento dell’handicap (2008) e sulle politiche di welfare (2010) indette dal Comune di Bologna.

Oltre a co-progettare il logo istituzionale, ha ideato e registrato il marchio “Sports makes it” di cui ha concesso gratuitamente i diritti di utilizzo alla Fondazione Silvia Rinaldi nel 2017 e ha ideato i pay off istituzionali di successo “Le regole del gioco diventano inclusive”, “Lo sport è connessione sociale”.

2009

In Italia cambia la sensibilità verso le persone che diventano dapprima “diversamente abili” e successivamente, grazie anche alla legge di ratifica della Convenzione Onu del 24 febbraio 2009, “persone con disabilità”.
Un processo lessicale che sottende la difficoltà di catalogare bambini, adolescenti e adulti con bisogni particolari che sovente, proprio grazie alla loro disabilità, aprono strade totalmente nuove e sorprendenti nello sport, e non solo.

2009-2016

Alberto Benchimol prosegue l’attività di docente e tutor tecnico, didattico e d’aula ai corsi di specializzazione sulla disabilità per Maestri di sci, Guide alpine e Accompagnatori di media montagna – in particolare per accogliere allievi non vedenti e affetti da sindrome dello spettro autistico – organizzati dai Collegi Maestri di Sci del Trentino e della Val d’Aosta, dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Fondazione Trentina per l’autismo, dalla Fondazione accademia per la montagna del Trentino (ora Accademia per la montagna del Trentino) e dalla Trentino School of Management.
Nel 2009 propone la prima gara cittadina di Handbike, inserita nel programma della manifestazione podistica “Strabologna”, realizzata dall’Uisp – Comitato provinciale di Bologna.

Nel 2015 ha ideato e curato la mostra fotografica di ritratti “Sport makes it” inaugurata ad Arco (Trento) con la presenza dell’alpinista Tamara Lunger.
La mostra è stata successivamente presentata a Bologna e a Porto Torres (Sassari), nell’ambito di manifestazioni sullo sport e la disabilità.

2016

Dopo aver comunicato a luglio al Consiglio di amministrazione l’intenzione di lasciare la carica di Segretario generale entro la scadenza del secondo mandato (29 novembre 2016) e avere dato disponibilità il 30 settembre per un incontro finalizzato a ottimizzare  il passaggio di consegne, Alberto Benchimol rassegna, il 3 ottobre dello stesso anno e per iniziativa personale, le dimissioni volontarie e irrevocabili da ogni incarico direttivo e amministrativo della Fondazione per lo sport Silvia Rinaldi Onlus mantenendo il ruolo di promotore unico e fondatore.

Il 23 dicembre dello stesso anno, per proseguire la propria esperienza e promuovere una nuova visione dello sport inclusivo che coinvolga un numero crescente di persone con disabilità e ragazzi in difficoltà sociale costituisce, assieme a un gruppo di esperti in ambito sportivo, sociale, architettonico e giuridico, la Sportfund Fondazione per lo sport Onlus.

Il gruppo dei fondatori comprende:

  • Simone Bee, istruttore di mountain bike e nordic walking con esperienza pluriennale nel settore della disabilità.
    Responsabile, unitamente a Francesca Fergnani, dell’area formativa nordic walking.
    Simone Bee e Giovanna Minuto portano nella fondazione l’insostituibile esperienza di genitori di Alessandro: giovanissimo sciatore e arrampicatore affetto da trisomia 21.
  • Rossella Buttazzi, avvocato penalista impegnata, fin dall’inizio degli studi giuridici, nella tutela dei diritti dei bambini e delle persone in situazione di difficoltà e svantaggio sociale.
    In tale contesto ha svolto attività in ambito sia nazionale che internazionale.
    Docente in ambito giuridico al corso F.a.s.i. corso Istruttori SpecialClimb (2015) e al corso Istruttori I° livello Emilia-Romagna e Marche (2016).
    Istruttrice di arrampicata sportiva F.a.s.i. (Federazione arrampicata sportiva italiana) specializzata nell’insegnamento alle persone con disabilità.
    Nell’organigramma della Sportfund Fondazione per lo sport Onlus si occupa di progettazione e sviluppo e di consulenza legale e contrattualistica.
  • Federico Comini, psicologo e psicoterapeuta a orientamento biosistemico. Socio di CSA, Cooperativa Sociale Autismo, attraverso la quale svolge docenze a corsi di specializzazione sulla sindrome dello spettro autistico per Maestri di sci, Guide alpine e Accompagnatori di media montagna organizzati dal Collegio maestri di sci del Trentino, dalla Fondazione Trentina per l’autismo, dalla Fondazione accademia per la montagna del Trentino (ora Accademia per la montagna del Trentino) e dalla Trentino school of management.
  • Simone Elmi, guida alpina – maestro di alpinismo – specializzato nell’accompagnamento di persone con disabilità, presidente dell’Asd Dolomiti Open e ideatore del progetto omonimo per promuovere la montagna, e in particolare le Dolomiti, come luogo di inclusione sociale.
    Nel 2017 ha ideato l’innovativo progetto “La falesia dimenticata”, per l’acquisto in crowdfunding e il successivo recupero della storica falesia di arrampicata di San Lorenzo – Dorsino (Trento) che prevede l’apertura di una sezione dedicata all’arrampicata inclusiva di persone con disabilità.
  • Francesca Fergnani, istruttrice e responsabile dell’area tecnica e formativa nordic walking e Guida della Federazione italiana sport invernali paralimpici per sciatori non vedenti.
    Psicomotricista funzionale laureata in scienze motorie con specializzazione in Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata, Francesca ha un’esperienza decennale nei programmi di educazione allo sport di persone con disabilità, in particolare grazie alla collaborazione con l’Azienda USL di Bologna – settore disabili adulti – e il Comune di San Lazzaro di Savena (Bologna) – Settore integrazione minori.
    Collabora, fino dalla prima edizione, con il Comune di Bologna per l’iniziativa “Parchi in movimento” finalizzata alla promozione dell’attività sportiva come strumenti di salute e sano stile di vita.
  • Loredana Ponticelli e Cesare Micheletti, architetti e paesaggisti, esperti in progettazione inclusiva in aree alpine.
    Hanno condotto esperienze ed applicazioni progettuali per la fruizione in autonomia degli spazi outdoor montani da parte di persone con esigenze e abilità diversificate.
    Per la valorizzazione del patrimonio naturale hanno curato la candidatura delle Dolomiti a Patrimonio Mondiale UNESCO, contribuendo a valorizzare il tema dell’accessibilità in quota per tutti con specifici progetti.
  • Giulia Voltolini, educatore professionale sanitario.
    Socia di CSA, Cooperativa Sociale Autismo, attraverso la quale svolge docenze a corsi di specializzazione sulla sindrome dello spettro autistico per Maestri di sci, Guide alpine e Accompagnatori di media montagna organizzati dal Collegio maestri di sci del Trentino, dalla Fondazione Trentina per l’autismo, dalla Fondazione accademia per la montagna del Trentino (ora Accademia per la montagna del Trentino) e dalla Trentino school of management.

Presidente e Legale rappresentante della Sportfund è Carla Zauli.
Responsabile della contabilità e delle rendicontazioni finanziarie è Giovanna Minuto.

Note

[1] Il progetto “Il parco del Corno alle Scale in mountain bike” è stato ideato e scritto, nel 2009, da Massimo Gherardi e diretto da Alberto Benchimol. Il progetto “Outdoor Regione 365”, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Fondazione Vodafone Italia, è stato redatto dal gruppo ristretto di lavoro della Fondazione Silvia Rinaldi e diretto, fino al 3 ottobre 2016, da Alberto Benchimol.