Per volontà dei Fondatori costituenti, che riconoscono allo sport dilettantistico una primaria e insostituibile funzione educativa, di integrazione e di protezione dei giovani – in special modo per coloro che si trovano in condizioni di svantaggio – oltre a ritenerlo fattore di crescita e prosperità sociali, è costituita la Fondazione denominata “Sportfund fondazione per lo sport Onlus”.

È opinione dei Fondatori che lo sport contribuisca a contenere il disagio giovanile che può degenerare in nichilismo e violenza verso se stessi e la società.

I Fondatori individuano, altresì, nello sport uno strumento per costruire e rafforzare le relazioni pacifiche e costruttive tra gli individui e i popoli di ogni cultura.

indice

 

PREMESSA

IL CODICE ETICO IN SINTESI

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1 Disposizioni legislative

Art. 2 Lo sport come principio ispiratore

Art. 3 Sviluppo dei diversi livelli di abilità

Art. 4 Lo sport come strumento di inclusione sociale

Art. 5 Lo sport contro la violenza di genere

Art. 6 Valutazione dell’impatto sociale (Vis)

Art. 7 Tutela dei minorenni

Art. 8 Professionalità degli operatori e dei tecnici

Art. 9 Sviluppo del volontariato

Art. 10 Costruzione di reti sociali

Art. 11 Tutela dell’ambiente

Art. 12 Conflitto di interesse

 

CRITERI ORGANIZZATIVI

Art. 13 Economicità dell’intervento e sostenibilità

Art. 14 Ripetibilità e diffusione di buone prassi

Art. 15 Rendicontazione e trasparenza contabile

Art. 16 Trasparenza, accessibilità e completezza delle informazioni

Art. 17 Rapporti con i sostenitori, i partner tecnici, i testimonial

 

CRITERI PROCEDURALI

Art. 18 Approvazione del Codice etico

Art. 19 Divulgazione del Codice etico e implementazione dello stesso

Art. 20 Organo deputato al controllo del rispetto del Codice etico

Art. 21 Gestione dei conflitti

Art. 22 Principi ispiratori del Codice etico

 

PREMESSA

Con il presente Codice etico (da ora in avanti “Codice”) la Sportfund fondazione per lo sport Onlus (da ora in avanti “Fondazione”) individua i valori e i principi etici che regolano la sua attività e quello dei soggetti con la stessa operanti. Si tratta di principi, innanzitutto in linea con la nostra Carta Costituzionale e con le disposizioni legislative della Comunità Europea e dello Stato Italiano, nonché indicativi dei principi etici fondamentali che la Fondazione ha deciso di rispettare, attuare e promuovere.

Il presente Codice è strettamente connesso al Modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, Modello anch’esso adottato dalla Fondazione nell’ottica del rispetto della legalità e del buon andamento del Terzo settore.

 

IL CODICE ETICO IN SINTESI

La Fondazione, i suoi membri e ogni persona coinvolta nelle attività della stessa:

  • si impegnano a rispettare e a riconoscere i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia con la Legge n. 18 del 3 marzo 2009;
  • si impegnano a rispettare la Carta Costituzionale, le disposizioni legislative della Comunità Europea e dello Stato Italiano;
  • si impegnano a promuovere con il proprio comportamento il principio di uguaglianza, di non discriminazione e di integrazione tra le persone;
  • si impegnano affinché i soggetti coinvolti nelle attività si possano sentire integrati, protetti e pienamente accettati;
  • si impegnano a proporre esempi positivi di collaborazione, a promuovere comportamenti improntati alla correttezza sportiva e a utilizzare un lessico sempre adeguato, educato e rispettoso di ogni cultura.

 

  • riconoscono lo sport come strumento in grado di influenzare ogni altro movimento sociale e come chiave d’accesso privilegiata per affrontare i problemi relazionali dei giovani;
  • considerano lo sport come un gioco che realizza finalità educative in cui l’adulto e i professionisti possono favorire il processo di crescita e di maturazione dei bambini e dei ragazzi riscoprendo, in chiave moderna, la funzione dei cortili urbani e degli spazi verdi dove i minori possono giocare in autonomia e sicurezza;
  • si riconoscono, sostenendoli e promuovendoli con convinzione, nei principi sanciti dalla Carta dei diritti dei bambini (Convenzione sui diritti dei fanciulli, New York 1989) e dalla Carta dei diritti dei ragazzi allo sport (Commissione tempo libero Onu, Ginevra 1992) che sanciscono, tra l’altro:
    • il diritto di fare sport divertendosi e giocando;
    • il diritto di beneficiare di un ambiente sano;
    • il diritto di praticare sport in sicurezza;
    • il diritto ai giusti tempi di riposo;
    • il diritto di non diventare un campione.
  • agiscono nella convinzione che, nel campo della disabilità, l’attività fisica è uno strumento insostituibile di crescita personale e di connessione sociale inclusiva;
  • considerano lo sport un sistema privilegiato per favorire l’integrazione sociale;
  • promuovono l’integrazione attraverso la scoperta e la conoscenza dei diversi livelli di abilità, per questo le attività sportive sono sempre realizzate in maniera integrata tra persone con disabilità e persone senza disabilità;
  • si propongono l’obiettivo di incentivare le persone con disabilità a diventare istruttori e tecnici specializzati nelle varie discipline sportive;
  • si dotano di un sistema di valutazione dell’impatto sociale dei progetti dalla stessa proposti;
  • selezionano i collaboratori valutando la professionalità e la loro piena adesione ai principi della Fondazione;
  • promuovono nuove forme di collaborazione con e tra i genitori, in modo da creare una cultura condivisa per la protezione e l’educazione reciproca dei minori che porti al recupero e alla valorizzazione di una nuova genitorialità diffusa e responsabile in linea con le esigenze della società moderna;
  • promuovono, presso le famiglie e i tutori dei minori, il riconoscimento della figura dell’educatore sportivo il quale, assumendo precise responsabilità educative, deve godere di ampia fiducia e rispetto del proprio ruolo, soprattutto nel momento in cui assume decisioni a vantaggio del gruppo;
  • collaborano con tutte le persone e gli enti che si occupano dell’educazione dei minori in modo da creare una rete di intervento qualificata nei diversi ambiti tecnici, didattici ed educativi;
  • si impegnano a retribuire le prestazioni svolte nel rispetto delle disposizioni vigenti riconoscendo una retribuzione che sia anch’essa “etica” e rapportata alla professionalità dei singoli operatori;
  • valorizzano la partecipazione di soggetti volontari al fine di promuovere l’etica del bene comune;
  • prestano particolare attenzione a non incorrere in situazioni di conflitto di interesse tra la stessa e i suoi collaboratori;
  • sono sensibili alla tutela dell’ambiente e orientano le proprie scelte in modo da garantire la compatibilità tra le attività svolte e i principi di tutela ambientale;
  • pongono attenzione al contenimento dei costi di gestione e promuovono lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie che consentano la riduzione dei costi di manutenzione e di gestione;
  • perseguono criteri di massima trasparenza contabile, pubblicando on line i bilanci annuali, le note integrative e il rendiconto del 5 per mille;
  • prevedono un apposito Organismo di Vigilanza (da ora in avanti “Odv”) che verifica l’osservanza e la coerenza del presente Codice.

 

 

DESTINATARI

I destinatari del presente Codice sono tutti coloro che svolgono attività lavorativa, anche sotto forma di volontariato, con la Fondazione – a titolo esemplificativo: i membri degli organi direttivi, i lavoratori dipendenti, i volontari, i tirocinanti, i collaboratori, i consulenti, nonché tutti i soggetti che, a qualunque titolo, operano in nome e per conto della Fondazione stessa.

 

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1 Disposizioni legislative

La Fondazione è un ente filantropico privato, libero e indipendente che opera nel rispetto delle disposizioni contenute nella Costituzione e nella legislazione Internazionale, Europea e Nazionale.

La Fondazione si riconosce nei principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge n. 18 del 3 marzo 2009, e attua progetti e azioni in linea con gli obiettivi strategici Europei sulla disabilità.

Nella sua attività di advocacy la Fondazione promuove il principio di uguaglianza, di non discriminazione e di integrazione – principi intesi nella loro più ampia portata – al fine di creare una sempre più ampia Comunità portatrice degli anzidetti valori.

Art. 2 Lo sport come principio ispiratore

La Fondazione agisce sotto il fondamentale principio che lo sport è uno strumento insostituibile e di grande efficacia per risolvere le emergenze sociali, incentivare l’inclusione di persone in situazione di difficoltà psicofisica e sostenere i giovani che si trovano in condizioni di svantaggio.

Lo sport – inteso come strumento per promuovere la salute, la socialità e la salute psicofisica – è in grado di influenzare ogni altro movimento sociale e rappresenta una chiave d’accesso privilegiata per affrontare problemi relazionali, soprattutto dei più giovani.

La Fondazione agisce nella convinzione che, nel campo della disabilità, l’attività fisica è uno strumento insostituibile di inclusione sociale e, in quanto tale, rappresenta lo strumento attraverso il quale attuare i principi etici contenuti nel presente Modello.

Lo sport, inoltre, contribuisce al contenimento della spesa sanitaria pubblica con evidente beneficio per la collettività.

Art. 3 Sviluppo dei diversi livelli di abilità

Nelle attività della Fondazione l’integrazione si attua attraverso la scoperta e la conoscenza dei diversi livelli di abilità dei soggetti che partecipano alle diverse attività.

In particolare le attività sportive sono realizzate tra soggetti con disabilità e soggetti senza disabilità in modo da consentire l’interazione tra gli stessi e la gestione con normalità delle relazioni tra pari.

L’obiettivo delle attività è quello di promuovere i diversi livelli di abilità presenti in ciascuna persona – che sia, o meno, portatrice di una disabilità – attraverso l’acquisizione, per entrambi, di sempre maggiori spazi di autonomia e di conoscenza reciproca.

Al fine di garantire la migliore conoscenza reciproca, all’inizio delle attività verrà presentata, da parte di persone specializzate, la composizione dei gruppi, così da rendere chiaro che la presenza di diversi livelli di abilità costituisce un valore insostituibile per la Fondazione.

I progetti della Fondazione sono finalizzati a coinvolgere il maggior numero possibile di persone, con l’obiettivo di integrare persone con diversi livelli di abilità, creando un circolo virtuoso fra gli utenti, le loro famiglie e gli operatori del settore.

Art. 4 Lo sport come strumento di inclusione sociale

La Fondazione propone attività sportiva integrata tra ragazzi che si trovano in situazione di difficoltà sociale, familiare o economica, e compagni di classe o di quartiere, così da consentire, attraverso lo sport, a tutti i giovani di beneficiare dei vantaggi diretti e indiretti dell’attività sportiva e del piacere di fare sport insieme.

Art. 5 Lo sport contro la violenza di genere

La pratica sportiva rappresenta un modello di prevenzione di ogni forma di violenza, discriminazione e prevaricazione. Favorisce l’acquisizione di valori quali la correttezza, il rispetto per le compagne e i compagni, la collaborazione, l’accettazione dei propri limiti e della sconfitta: valori che vengono trasferiti in tutti i campi della vita, compreso quello della relazione con l’Altro.

Con l’obiettivo di contribuire alla promozione delle pari opportunità nello sport, sensibilizzare la società sul fenomeno della violenza sulle donne e contribuire a modificare gli stereotipi che ne stanno alla base, la Fondazione inserisce, nei propri progetti, il modello di comunicazione #SheSport.
Scopo della campagna è veicolare il potenziale positivo della differenza di genere contrastando l’aggressività e orientando lo sviluppo dei giovani verso l’empatia.

Art. 6 Valutazione dell’impatto sociale (Vis)

Il Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore) pone particolare rilievo alle esigenze di trasparenza nell’azione degli enti del Terzo settore (Ets).

Tra queste, la necessità di dotarsi di un sistema di “Valutazione dell’impatto sociale” adottando i metodi e gli indicatori che si ritengono più adeguati.

Assunto che, ai fini della definizione di “impatto sociale”, consideriamo “gli effetti positivi e negativi, intenzionali e non intenzionali, diretti e indiretti, primari e secondari generati da un intervento” (Ocse), la Fondazione ha avviato un percorso interno per la Vis che pone le sue basi nel presente Codice.

Gli indicatori che si propongono di adottare valuteranno:

  • le risorse utilizzate per l’intervento;
  • il numero dei partecipanti suddivisa per tipologie di disabilità o disagio sociale;
  • la descrizione qualitativa delle attività (rapporto narrativo);
  • i cambiamenti ottenuti nei beneficiati diretti, confrontati con i risultati attesi;
  • i risultati ottenuti nei beneficiati indiretti.

Art. 7 Tutela dei minorenni

La Fondazione si impegna affinché i minorenni coinvolti nelle attività si possano sentire integrati, protetti e pienamente accettati.

È obbligo del responsabile delle attività sportive proporre ai più piccoli esempi positivi di collaborazione, promuovere comportamenti improntati alla correttezza sportiva e utilizzare un lessico adeguato al contesto di riferimento, educato, rispettoso di ogni cultura e delle pari opportunità con l’obiettivo di contrastare gli stereotipi che stanno alla base della violenza di genere.

Il responsabile delle attività sportive è sempre a disposizione dei genitori, o del referente degli stessi, al fine di aprire un dialogo costruttivo e di contribuire alla crescita e alla valorizzazione del ragazzo di volta in volta coinvolto.

Art. 8 Professionalità degli operatori e dei tecnici

La Fondazione seleziona gli operatori e i tecnici impiegati nei progetti sulla base del curriculum vitae e a seguito di uno specifico colloquio conoscitivo.

La selezione dei collaboratori deve garantire la professionalità e la condivisione dei principi della Fondazione in modo da creare, tra le parti, un rapporto fiduciario destinato a durare nel tempo.

La Fondazione incentiva le persone con disabilità a diventare istruttori e/o formatori specializzati nelle varie discipline sportive, così da creare un gruppo in grado di valorizzare e trasmettere direttamente le esperienze personali.

Nell’ambito delle relazioni sopra dette la Fondazione si impegna a retribuire le prestazioni svolte – eccezion fatta per i rapporti di volontariato e i tirocini formativi – nel rispetto delle disposizioni vigenti riconoscendo una retribuzione che sia anch’essa etica, ovvero evitando sia una sottovalutazione che una sovra valutazione delle prestazioni.

Art. 9 Sviluppo del volontariato

Nello svolgimento delle proprie attività istituzionali, la Fondazione valorizza la partecipazione di soggetti volontari al fine di promuovere l’etica del bene comune e dare continuità ai progetti, mettendo a disposizione dei destinatari degli interventi persone affidabili, motivate e appositamente formate.

Art. 10 Costruzione di reti sociali

La Fondazione opera seguendo la logica della collaborazione tra gli enti del Terzo settore, le Istituzioni pubbliche – nazionali, comunitarie e internazionali – nonché le aziende private.

L’obiettivo è quello di creare un welfare di comunità in grado di generare nuove risorse – siano esse in servizi, denaro ovvero know-how – ai fini della realizzazione del progetto comune.

La volontà è quella di creare un circolo virtuoso tra tutti gli attori sociali coinvolti nei progetti e valorizzare l’intervento partecipato rispetto all’azione disgiunta dei singoli.

Art. 11 Tutela dell’ambiente

La Fondazione è sensibile alla tutela dell’ambiente e orienta le proprie scelte in modo da garantire la compatibilità tra le attività svolte e i principi di tutela ambientale.

Tra questi vi sono non solo il rispetto delle disposizioni Comunitarie e Nazionali vigenti ma, anche, il tentativo di adottare le soluzioni più innovative tenendo conto dello sviluppo scientifico e delle migliori esperienze in materia.

Art. 12 Conflitto di interesse

Nello svolgimento delle diverse attività i soggetti coinvolti con la Fondazione sono tenuti ad agire nell’interesse della stessa. Il soggetto portatore di un interesse personale in conflitto con quello della Fondazione dovrà darne comunicazione al Consiglio Direttivo che valuterà la soluzione da adottare.

 

CRITERI ORGANIZZATIVI

Art. 13 Economicità dell’intervento e sostenibilità

La Fondazione pone attenzione al contenimento dei costi di gestione e promuove lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie avanzate che consentano la riduzione e, quando possibile, l’azzeramento dei costi di manutenzione e di gestione.

Art. 14 Ripetibilità e diffusione di buone prassi

Compatibilmente con la natura dell’intervento, i progetti dovranno mantenere nel tempo la loro utilità a favore dei singoli e della collettività.

La Fondazione, inoltre, favorisce la diffusione delle pratiche e delle soluzioni di successo, attraverso lo scambio delle esperienze e la condivisione del proprio know-how con gli altri enti del Terzo settore e profit.

Art. 15 Rendicontazione e trasparenza contabile

La Fondazione persegue criteri di massima trasparenza contabile, pubblicando on line i bilanci annuali e redige entrambi secondo i principi contabili rilasciati e aggiornati dall’ente individuato dal Codice del Terzo settore.

Pubblica altresì il rendiconto del 5 per mille ai sensi del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore).

Tali informazioni sono pubblicate nelle apposite sezioni del sito internet www.sportfund.it.

Art. 16 Trasparenza, accessibilità e completezza delle informazioni

Le informazioni che verranno diffuse dalla Fondazione saranno sempre complete e trasparenti in modo da consentire ai terzi di avere un quadro veritiero dell’operato della stessa.

I rapporti con gli organismi di informazione sono riservati al Presidente della Fondazione, al Vicepresidente e al Direttore esecutivo, ovvero a persona di volta in volta delegata dai soggetti sopraindicati.

Art. 17 Rapporti con i sostenitori, i partner tecnici, i testimonial

La Fondazione, consapevole dell’importanza fondamentale dei propri sostenitori – siano essi pubblici o privati – dei propri partner tecnici, nonché dei propri testimonial, per l’attuazione degli obiettivi dalla stessa perseguiti, si pone a disposizione dei soggetti sopraindicati al fine del chiarimento di qualunque quesito dagli stessi posto.

 

CRITERI PROCEDURALI

Art. 18 Approvazione del Codice etico

Il presente Codice è adottato con decisione del Consiglio direttivo deliberata a maggioranza qualificata alla prima votazione e, a maggioranza semplice, alla seconda votazione.

Art. 19 Divulgazione del Codice etico e implementazione dello stesso

Tutti i soggetti che collaborano con la Fondazione verranno informati dell’esistenza del presente Codice e saranno i principali interlocutori ai fini dell’integrazione e dell’implementazione dello stesso secondo le esigenze che, con l’evolversi delle attività, si presenteranno.

Il presente Codice è, infatti, in continuo divenire ed è prevista una riunione annuale al fine di, eventualmente, implementare lo stesso.

I criteri di convocazione sono quelli indicati all’art. 19 dello Statuto della Fondazione stessa.

Art. 20 Organo deputato al controllo del rispetto del Codice etico

Spetta all’Organismo di Vigilanza (d’ora in avanti OdV), nominato secondo i criteri indicati nel Modello di organizzazione, gestione e controllo, la vigilanza sull’osservanza e sulla coerenza del presente Codice.

I soggetti appartenenti agli Organi direttivi e consiliari, nonché i collaboratori, sono tenuti a segnalare all’OdV la riscontrata violazione di disposizioni di legge, nonché delle disposizioni contenute nel presente Codice.

La segnalazione può essere effettuata via posta elettronica all’indirizzo: info@sportfund.it

Art. 21 Gestione dei conflitti

In caso di riscontrata violazione dei principi sopracitati, a seconda della gravità della stessa, l’OdV potrà ammonire, prima verbalmente poi per iscritto, la persona dal continuare nel comportamento non corretto, sino a procedere all’interruzione di ogni rapporto con la stessa, sempre nel rispetto delle disposizioni di legge, contrattuali e regolamentari, con particolare attenzione alle disposizioni in materia di lavoro.

È fatta salva la riservatezza dell’identità della persona o dell’organo denunciante la violazione.

Ogni censura formale è sempre preceduta da un tentativo di conciliazione informale teso a una risoluzione pacifica di ogni potenziale conflitto.

Tale approccio viene adottato al fine di sviluppare un rapporto di costruttiva collaborazione tra l’OdV e ciascuna delle persone coinvolte nelle attività della Fondazione.

Art. 22 Principi ispiratori del Codice etico

Il Codice viene adottato con lo scopo di far meglio progredire le attività della Fondazione.

La gestione di eventuali conflitti è sempre orientata al miglioramento dei rapporti tra i soggetti coinvolti con la Fondazione ed è finalizzata al mantenimento, e allo sviluppo, del capitale sociale e di ogni ulteriore prospettiva di crescita della stessa.

L’interruzione dei rapporti con la Fondazione rappresenta pertanto la sanzione ultima e residuale e viene applicata solo laddove non vi sia un altro modo possibile per la tutela dell’Ente e del suo oggetto sociale.